Exhibition

Viktoria Binschtok

Viktoria Binschtok

Cosa trasportano immagini alle quali manchi qualsiasi rimando a fonte, luogo e motivazione dello scatto? È questo il tipo di situazione creato da Viktoria Binschtok. L’artista ci pone di fronte a un mix selvaggio di excerpta decontestualizzati, che compongono una realtà figurativa immanente e lasciano il resto al nostro apporto cognitivo. Ora con forza, ora sottovoce questi cluster visuali mostrano la loro inquietante affinità, alla base della quale vi sono il calcolo di una macchina e l’incalcolabilità del gesto artistico.

SCHAUFENSTER: Martino Chiti – Suspended cities

SCHAUFENSTER: Martino Chiti – Suspended cities

Ritratti da 12 diverse metropolitane del mondo, realizzati in diapositiva colore, 35mm. (Parigi, Roma, Londra, Madrid, Napoli, Oslo, New York, Mexico DF, Sanriago de Chile, Tunis, Delhi, Tokyo). Il lavoro si rispecchia nelle immagini scattate da Walker Evans nella metropolitana di New York negli anni ‘40 e le trascende. Non importa quale città. Non si fa riferimento ad un unico luogo ma a città distanti e differenti, che appaiono qui come racchiuse in un unico spazio.

Jakob August Lorent: Calotipie 1853-1861

Jakob August Lorent: Calotipie 1853-1861

Il dott. Jakob August Lorent (Charleston, USA, 1813 – Merano, 1884) è stato un pioniere della fotografia di viaggio e di architettura. Fu tra i primi a visitare molti paesi dell’area mediterranea con la sua macchina fotografica. Lorent intraprese questi viaggi in un’epoca in cui il fatto stesso di spostarsi e alloggiare in quei paesi era di per sé un’avventura. Tanto più significativo, perciò, era il fatto di ritornare da queste faticose esplorazioni portando a casa anche interessanti scatti fotografici.

Amira Fritz

Amira Fritz

Guardare a bassa voce – Qualcuno, come il filosofo Gaston Bachelard, si è definito “un sognatore di parole, un sognatore di parole scritte”. Amira Fritz è invece una sognatrice di immagini, atmosfere sospese, paesaggi armoniosi, fiori delicati, volti e persone che scrutano lo spettatore come se emergessero da un altrove irraggiungibile e fatato. Le sue fotografie (così come le parole di Bachelard) abbandonano il carico pesante che le lega al tempo e alla realtà, per aprirsi al sogno, alle emozioni, a una geografia poetica dove il viaggio è un saper incontrare senza svelare.

The Encyclopedia of Kurt Caviezel

The Encyclopedia of Kurt Caviezel

Per quindici anni Kurt Caviezel ha girovagato tra le webcam del mondo interconnesso di spazi pubblici e privati selezionando istantanee da quel flusso inarrestabile con un semplice clic del mouse. Il suo archivio annovera così un patrimonio di oltre tre milioni di immagini tratte dai più disparati momenti della vita.
In The Encyclopedia of Kurt Caviezel sono classificate in ordine alfabetico tutte le sue serie nate dal materiale raccolto appunto negli ultimi quindici anni.

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